Come proteggere il patrimonio delle chiese italiane

L’Italia è un paese ad alto rischio di catastrofi naturali, in cui solo una piccola percentuale degli edifici viene assicurata. Di conseguenza, quando il disastro colpisce, è difficile rimettersi in sesto. Delle circa 25.600 parrocchie in Italia, solo il 70% è protetto da un’assicurazione antincendio e solo poche tra queste sono coperte contro le catastrofi naturali. Così la CEI - Conferenza Episcopale Italiana – e Cattolica Assicurazioni hanno sviluppato uno schema nazionale di protezione delle chiese nell’evenienza di disastri simili. Con Swiss Re come partner.

La sfida

Al momento, il 90% delle perdite dovute a sismi non è coperto da assicurazione, il che rende il terremoto il pericolo naturale più sottoassicurato al mondo. Questo è dovuto principalmente alla mancanza di una copertura di indennità conveniente e a buon mercato. Da questo punto di vista, le soluzioni index-linked, indicizzate, sono economicamente vantaggiose e forniscono ai clienti un’alternativa ideale.

L’ambizione? Riempire il gap delle coperture contro le catastrofi naturali, cioè contro tutti quei rischi che al momento non sono assicurati. Attualmente, nella sola Italia, si stima che tale vuoto assicurativo corrisponda a circa 10 miliardi di perdite annuali, una cifra enorme data dall’alta concentrazione di monumenti ed edifici storici, un patrimonio culturale largamente presente in tutto il paese.

Alla luce di ciò, abbiamo intrapreso un nuovo progetto insieme a Cattolica Assicurazioni. L'assicuratore della CEI ha sviluppato uno schema nazionale e ha cercato il nostro supporto per proteggere le chiese italiane e il patrimonio culturale che esse rappresentano dai vari tipi di disastri naturali, siano essi terremoti, alluvioni, grandinate o altri eventi atmosferici.

La soluzione

Il progetto di Sant’Emidio, con la sua struttura innovativa, mira a proteggere in maniera vantaggiosa e sostenibile tutte le parrocchie della CEI presenti sull’intero territorio italiano. Nell’arco dei 14 mesi in cui il nostro team ha lavorato a stretto contatto con Cattolica Assicurazioni, si è contribuito a rendere possibile questo primo schema nazionale contro le catastrofi naturali. Elementi quali l’alta competenza nel simulare terremoti, l’accurata analisi di vulnerabilità, la gestione adeguata del valore artistico delle opere sacre e delle strutture medievali, e anche la strutturazione e la stipula della copertura riassicurativa, hanno permesso di creare una soluzione intelligente a protezione del patrimonio culturale italiano. Swiss Re fornisce la copertura riassicurativa a sostegno del prodotto originale lanciato dal Cattolica Assicurazioni.

A vantaggio di chi?

Questo schema di protezione nazionale favorisce non solo la CEI, ma anche tutti i cittadini che frequentano le parrocchie come luoghi di culto, di aggregazione, di gioco e di formazione di tutto il paese. La nostra collaborazione con le istituzioni mira a farle trovare pronte e preparate in qualsiasi evenienza, rendendo così le comunità più resilienti in quanto vengono forniti loro gli strumenti per un recupero veloce ed efficiente. Noi continueremo a sviluppare la nostra offerta e presto, grazie ad esempio alle polizze parametriche, saremo in grado di erogare fondi anche a poche ore dal disastro. Tutto ciò contribuirà non solo alla ricostruzione materiale e al rilancio dell’economia, ma anche a dare un valido sostegno morale alle persone colpite.

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